Intelligenza artificiale in sanità: la tecnologia corre, ma chi decide?

L’intelligenza artificiale sta entrando rapidamente nella sanità. Viene utilizzata per supportare la diagnosi, analizzare immagini mediche, gestire informazioni e contribuire alla prevenzione.

Secondo un rapporto pubblicato nell’aprile 2026 dall’OMS Europa, basato su dati raccolti tra il 2024 e il 2025, il 74% dei Paesi dell’Unione Europea dichiara di utilizzare l’AI per supportare la diagnostica, mentre il 63% utilizza chatbot per il coinvolgimento dei pazienti. Il rapporto evidenzia anche la crescente necessità di formazione e alfabetizzazione sull’AI per i professionisti sanitari.

Anche in Italia l’AI sta entrando nei percorsi di assistenza. AGENAS sta realizzando una piattaforma di intelligenza artificiale destinata a supportare i professionisti nell’assistenza primaria e territoriale, con particolare attenzione alla gestione delle patologie croniche, alla prevenzione e alla promozione della salute. I suggerimenti prodotti dal sistema sono concepiti come non vincolanti per il professionista sanitario.

Ed è proprio qui che emerge una delle questioni più importanti:

quanto possiamo delegare a un algoritmo quando in gioco c’è la salute di una persona?

Se l’algoritmo sbaglia, chi risponde?

Un sistema di AI può analizzare grandi quantità di dati e supportare il professionista nell’individuazione di possibili condizioni o percorsi di cura. Ma può anche confrontarsi con dati incompleti o distorti, problemi di governance e responsabilità non sufficientemente definite. Sono alcune delle criticità individuate dall’OMS nel suo più recente lavoro sull’uso responsabile dell’AI in sanità.

Per questo l’innovazione non può essere valutata soltanto in termini di accuratezza tecnologica.

Occorre chiedersi:

Chi controlla il risultato?
Chi lo interpreta?
Chi prende la decisione?
Chi si assume la responsabilità?

L’OMS sottolinea infatti la necessità di rafforzare governance, trasparenza, formazione, partecipazione di pazienti e professionisti e chiarezza delle responsabilità nell’utilizzo dell’AI in sanità.

La tecnologia al servizio della persona

La vera sfida non è scegliere tra medico e intelligenza artificiale, ma capire come farli lavorare insieme.

L’AI può rendere alcuni processi più rapidi ed efficienti, ma la cura comprende anche ascolto, relazione, fiducia e capacità di comprendere la persona oltre il dato.

È questo il punto di partenza del panel “Sociale e Sanità” di Digital Talks by Comma3 – Re(si)stiamo umani, in programma l’11 novembre a Bitonto: riflettere sul rapporto tra AI, diagnosi, percorsi assistenziali e decisioni, mantenendo al centro la dignità della persona.

La tecnologia può aiutare a decidere. Ma chi deve avere l’ultima parola?

Talks, eventi e formazione sul digitale per imprenditori, professionisti e realtà locali che vogliono crescere.

powered by Comma3