L’intelligenza artificiale sta entrando rapidamente nelle imprese, ma adottare nuovi strumenti non significa automaticamente essere pronti a utilizzarli in modo consapevole e sicuro.
Una delle novità più importanti riguarda proprio l’AI literacy. L’articolo 4 dell’AI Act europeo richiede a chi fornisce o utilizza sistemi di intelligenza artificiale di adottare misure per sviluppare le competenze e la consapevolezza necessarie tra il personale e le persone che utilizzano questi sistemi per loro conto. Le misure devono essere adeguate alle competenze, all’esperienza e al contesto in cui l’AI viene utilizzata.
Non basta quindi saper utilizzare un chatbot o generare un contenuto. È importante comprendere limiti, rischi, attendibilità dei risultati e corrette modalità di utilizzo, soprattutto quando l’AI entra nei processi aziendali.
A questo si aggiunge il tema della sicurezza informatica. Nel suo Threat Landscape 2026, pubblicato a settembre, ENISA evidenzia come l’AI venga utilizzata sempre più anche per supportare attività malevole e come l’integrazione dei sistemi AI negli ambienti aziendali possa ampliare la superficie d’attacco.
Formazione e sicurezza diventano quindi due aspetti della stessa sfida: governare l’innovazione invece di subirla.
È proprio questo il filo che unisce i due appuntamenti del 12 novembre di Digital Talks by Comma3 – Re(si)stiamo umani: il panel “Formazione, AI e anticorpi cognitivi”, dedicato alla capacità critica nell’uso dell’AI, e il panel “Sicurezza e Imprese”, dedicato ad AI Act, trasparenza, responsabilità e tutela dei dati e delle infrastrutture digitali.
Perché il vero investimento nell’AI non è soltanto nella tecnologia. È nelle persone che devono imparare a governarla.

