Un itinerario costruito su misura in pochi secondi. Una descrizione di un borgo, di un vino o di un olio scritta da un algoritmo. Recensioni, dati e piattaforme che decidono quali luoghi vedremo e quali resteranno invisibili. Anche il turismo e l’enogastronomia stanno cambiando con l’intelligenza artificiale. Ma un territorio non è un contenuto da ottimizzare: è fatto di persone, storie, paesaggi e sapori che non si possono ridurre a un elenco di parole chiave.
Il panel esplora il ruolo dell’AI e degli strumenti digitali nella valorizzazione dei territori, dell’accoglienza e delle filiere enogastronomiche. Turismo, cibo e cultura locale possono diventare spazi in cui l’innovazione genera nuove opportunità per imprese, produttori e comunità, a patto che resti al servizio dell’identità dei luoghi e delle relazioni autentiche.
Si parlerà di dati usati con sensibilità, di esperienze più accessibili e sostenibili, di come portare nel mondo l’olio, il vino e i saperi della Puglia senza appiattirne la storia. E di una tecnologia che sostiene l’agricoltura, lo sviluppo rurale e l’accoglienza senza sostituire la qualità umana dell’incontro: lo sguardo di chi produce, la competenza di chi consiglia, il calore di chi accoglie.
Attorno al tavolo si incontrano istituzioni, rappresentanti del mondo agricolo, esperti di enologia e di olio, professionisti della comunicazione digitale, operatori dell’export e realtà del territorio, per immaginare un futuro in cui tecnologia, accoglienza e tradizione possano crescere insieme.
L’ultima volta che hai scelto dove andare, hai deciso tu o un algoritmo? Può un’intelligenza artificiale raccontarti il sapore di un olio appena franto o l’accoglienza di una masseria? E se tutti i luoghi iniziassero a somigliarsi, che cosa ci spingerebbe ancora a partire?

