Una notizia che sembra vera ma non lo è. Un video che mostra qualcosa mai accaduto. Una risposta perfetta generata in un istante, ma senza fonti. Gli studenti di oggi crescono immersi in contenuti prodotti, selezionati e talvolta manipolati da sistemi automatici. Il rischio non è usare l’intelligenza artificiale, ma usarla senza strumenti per capirla. Come si allena il pensiero critico in un mondo in cui tutto sembra credibile?
Rivolto in particolare a studenti delle scuole superiori e docenti, il panel affronta l’alfabetizzazione critica nell’era dei contenuti generati dall’AI. Al centro ci sono gli “anticorpi cognitivi”: la capacità di distinguere l’informazione verificata dalla manipolazione algoritmica, di riconoscere le trappole del dibattito online e di mantenere il controllo critico nell’uso quotidiano dei media digitali.
Ma la formazione non riguarda solo chi studia. Riguarda anche chi insegna, chi educa e chi accompagna i giovani verso il lavoro. Come cambia il ruolo del docente quando l’AI può scrivere, riassumere e rispondere? Quali competenze serviranno davvero domani? E come si costruisce una comunità educante capace di trasformare la tecnologia in occasione di crescita, invece che in una scorciatoia?
Attorno al tavolo si incontrano docenti universitari, pedagogisti, esperti di comunicazione digitale, filosofi, formatori, innovatori e protagonisti del mondo della scuola. Tutti partono dalla stessa convinzione: prima di insegnare a usare l’intelligenza artificiale, bisogna insegnare a pensare con la propria.

